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lunedì 27 luglio 2026
giovedì 23 aprile 2026
La nudità è la condizione originaria del corpo umano
Il nudo, nella sua forma più semplice, non è una provocazione: è la condizione originaria del corpo umano. Eppure, in molte culture, ciò che è naturale diventa “osceno” solo quando il corpo smette di essere visto come presenza viva e comincia a essere letto come segno morale, sociale o politico. La storia della moda e dell’abbigliamento mostra che questi significati non sono eterni né universali: sono cambiati con le religioni, con le gerarchie sociali e con i codici di decoro di ogni epoca.
Forse è proprio qui il nodo: il nudo non è automaticamente sessuale. La sessualizzazione è un processo culturale, non una proprietà intrinseca del corpo. La risposta sessuale umana ha certamente una base biologica, ma la tendenza a sessualizzare sistematicamente il corpo nudo — in ogni contesto e indipendentemente dalle intenzioni — è una costruzione culturale. Non è il corpo in sé a essere sessuale: è il significato che una cultura gli attribuisce.
L’American Psychological Association la definisce come una dinamica in cui il valore di una persona viene ridotto alla sua attrattiva o al suo comportamento sessuale; allo stesso tempo, la ricerca sull’"objectification theory" mostra che la sessualizzazione e l’oggettivazione possono favorire auto-osservazione, vergogna corporea e disagio psicologico in chi ne è oggetto. In altre parole, non è il corpo nudo a “contenere” per forza un messaggio sessuale: spesso è lo sguardo sociale a depositarlo sopra di esso.
Anche il naturismo, nelle sue definizioni internazionali, è d'accordo con questo orientamento: Il corpo nudo non come esibizione, ma come stile di vita in armonia con la natura, fondato sulla nudità condivisa e orientato a rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente. La letteratura culturale e storica mostra che la nudità può assumere significati diversi: vergogna, potere, purezza, libertà, arte, ritorno all’essenziale. Il problema, allora, non è il corpo nudo in sé; è la difficoltà di una cultura a guardarlo senza trasformarlo subito in giudizio.
Riscoprire il nudo come normalità non significa cancellare il desiderio, ma distinguere tra corpo e interpretazione, tra presenza e proiezione. Un corpo nudo può essere fragile, bello, innocente, vulnerabile, sereno, naturale. Non è la pelle a essere indecente: è spesso lo sguardo condizionato da pregiudizi a vederla come tale e temerla.
Fonti:
The nature and purposes of dress – Encyclopaedia Britannica https://www.britannica.com/topic/dress-clothing/Government-regulation-of-dress
Report of the APA Task Force on the Sexualization of Girls – American Psychological Association https://www.apa.org/pi/women/programs/girls/report-full.pdf
Sexualization of Girls – APA summary https://www.apa.org/news/press/releases/2007/02/sexualization
Objectification Theory (Fredrickson & Roberts, 1997) – abstract su APA PsycNet https://psycnet.apa.org/record/1997-42724-001
Definition of Naturism – International Naturist Federation https://inf-fni.org/fifty-years-of-the-definition-of-naturism/
mercoledì 11 marzo 2026
Amare la natura curando le piante
Prendersi cura delle piante non è solo un hobby: è una pratica che sintetizza l'etica naturista, rispetto, cura reciproca e attenzione al ciclo della vita. In questo periodo dell’anno, con l’arrivo della primavera, molte piante entrano in una fase di ripresa vegetativa: è il momento ideale per intervenire con rinvasi, potature mirate e altri gesti di manutenzione che favoriscono vigore e biodiversità.
Perché curare le piante è un atto naturista
La cura delle piante incarna i valori del naturismo perché:
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riafferma la responsabilità verso altri esseri viventi;
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favorisce l’autosufficienza e l’educazione ambientale;
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mette in pratica la non-violenza: le azioni devono mirare al benessere della pianta e dell’ecosistema circostante;
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promuove la consapevolezza dei cicli stagionali e dell’importanza della biodiversità.
Ogni intervento — anche il più piccolo — ha conseguenze: quando rinvasiamo o potiamo, lo facciamo per sostenere la vita, non per plasmarla senza rispetto.
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| La cura delle piante incarna i valori del naturismo |
Quando intervenire: il momento giusto
Per la maggior parte delle piante d’appartamento e del giardino temperato, l’inizio della primavera (marzo–aprile) è il periodo più opportuno per:
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rinvasi, perché la ripresa vegetativa permette alle radici di ambientarsi nel nuovo contenitore;
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potature di risanamento o di formazione, particolarmente per specie decidue che sono ancora in dormienza o appena uscite da essa;
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controlli generali di salute: ispezione di radici, foglie e parassiti.
Attenzione: esistono eccezioni. Alcune piante fiorite richiedono potature subito dopo la fioritura; specie sensibili al gelo vanno potate o rinvasate con cura quando il rischio di gelate è passato. Consulta sempre le esigenze specifiche della specie prima di procedere.
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| Piantine varie |
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| Alcune piantine grasse |
Rinvasi — passo dopo passo
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Valutazione: la pianta è costretta alle radici (root-bound*)? Le radici escono dai fori di drenaggio? La crescita è rallentata? Se sì, è tempo di rinvasare.
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Scelta del vaso: scegliere un vaso solo leggermente più grande (1–2 misure in più) rispetto a quello attuale per evitare ristagni d’acqua.

La scelta del vaso è importante -
Substrato: usare un substrato adatto alla specie (miscela universale ben drenante per molte piante da appartamento; aggiunta di perlite o pomice o lapillo vulcanico, se preferisci maggior drenaggio). Per la parte organica del substrato privilegiare compost ben maturo o humus di lombrico, per fornire nutrimento alla pianta.
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Operazione:
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annaffia leggermente il vaso il giorno prima per facilitare l’estrazione.
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estrai la pianta con delicatezza; sgrana le radici solo se sono molto aggrovigliate, elimina le radici marce, secche o rovinate, evitando di tagliare più del necessario.
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posiziona uno strato di drenaggio se il vaso lo richiede (ma non sempre è indispensabile); aggiungi il nuovo substrato, sistema la pianta e completa con altro substrato premendo leggermente.
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Post-rinvaso: annaffia moderatamente e tieni la pianta in luogo luminoso ma non alla luce diretta intensa per qualche giorno, per ridurre lo stress da trapianto.
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| Capelvenere (Adiantum capillus-veneris) |
Potature intelligenti e rispettose
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Potatura di risanamento: elimina rami secchi, malati o che si incrociano; usa cesoie pulite e ben affilate.
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Potatura di formazione: per dare struttura senza asportare più del necessario; meglio procedere con piccoli tagli distribuiti su più stagioni.
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Fioritura: per piante che fioriscono una volta all’anno, potare subito dopo la fioritura se necessario; per quelle che fioriscono sui germogli nuovi, potare prima della ripresa vegetativa.
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Igiene: sterilizza gli attrezzi (alcool o fiamma moderata su cesoie metalliche) quando passi da una pianta malata a una sana per evitare di trasmettere patogeni.
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| Edera inglese (Hedera elix baltica) |
Acqua, fertilizzazione e cura quotidiana
In primavera la pianta aumenta il consumo d’acqua: regola l’irrigazione sulla base del substrato e della specie, evitando ristagni.![]() |
| Preparazione di un buon substrato |
Proteggere la biodiversità e il suolo
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Ricicla i residui vegetali: potature e scarti organici diventano compost, contribuendo alla fertilità del suolo.
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Evita pesticidi aggressivi: favorisci metodi integrati come insetti utili, trappole meccaniche o preparati naturali (sapone potassico, infusi di ortica) quando appropriato.
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Prediligi piante locali o adattate al clima: riducono la necessità di risorse e sostengono gli insetti autoctoni.
Strumenti e materiali essenziali
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Cesoie da potatura ben affilate e disinfettabili.
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Guanti resistenti (per proteggersi e rispettare la pianta).
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Vasi con buon sistema di drenaggio.
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Substrati e compost di qualità; materiali per migliorare drenaggio (perlite, pomice, lapilli).
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Termometro del suolo o semplice sonda per controllare umidità se desideri precisione.
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Alcuni miei strumenti utili per la cura delle piante e dei bonsai
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Etica del gesto: cura senza dominio
Nell’ottica naturista, curare non significa dominare. Significa ascoltare i segnali della pianta, intervenire quando serve e sempre con l’obiettivo di favorire resilienza e salute. La potatura non deve essere un gesto estetico fine a sé stesso: dev’essere motivata da una necessità di benessere. Il rinvaso non deve sprecare risorse: scegliere il vaso giusto e un substrato locale quando possibile.
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| Piccolo abete rosso (Picea abies) |
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| Ficus microcarpa |
Prendersi cura come pratica quotidiana
Prendersi cura delle piante è un atto che rinnova il legame con la terra: è pratica, contemplazione e responsabilità. In questo periodo di ripresa vegetativa, intervenire con attenzione significa restituire alla natura un piccolo, coerente atto di rispetto. Coltivare è anche raccontare storie, della pianta, del luogo, di chi la cura e diffondere questa cultura fa parte del progetto naturista di vivere in armonia con il pianeta.
Abbi buona cura delle tue piante: ogni gesto conta, e la natura lo sa ricambiare.
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| Pothos (Epipremnum aureum) |
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| Felce di Boston (Nephrolepis exaltata) |
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domenica 1 febbraio 2026
Creatività, natura e naturismo
Come il mondo vivente inventa meraviglie — dall'uccello giardiniere agli amigurumi all'uncinetto.
La creatività non è una proprietà misteriosa riservata agli artisti umani: è un filo che percorre la vita stessa, dalla più minuta cellula fino agli ecosistemi complessi. In questo articolo ti dirò di come la natura disponga di strategie creative, come gli esseri umani le abbiano potenziate e trasformate in opere grandiose oppure intime, e perché pratiche semplici come l’uncinetto si collochino, a pieno titolo, nella stessa famiglia delle “invenzioni naturali”.
La creatività come capacità distribuita nella biosfera
La parola «creatività» evoca spesso immagini di pittori o inventori, ma a livello biologico possiamo intendere la creatività come la capacità di produrre soluzioni nuove ed efficaci a problemi ambientali o sociali. Questa capacità emerge in forme diverse:
Costruzioni e ornamenti animali: i bowerbirds o uccelli giardiniere, costruiscono vere e proprie architetture decorative per attrarre le compagne;
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| Uccello giardiniere satinato (Ptilonorhynchus violaceus) |
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| Nido di uccello giardiniere satinato |
I castori erigono dighe che modificano interi paesaggi; alcune specie di pesci come il pesce palla giapponese (Torquigener albomaculosus) usano materiali trovati o addirittura la sabbia, per creare strutture e disegni complessi.
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| Pesce palla giapponese (Torquigener albomaculosus) |
Queste pratiche mostrano variabilità, sperimentazione e selezione culturale a livello di popolazione.
Progettazione funzionale: i nidi degli uccelli, le ragnatele, le tane sotterranee sono progettazioni che risolvono problemi di termoregolazione, difesa e riproduzione: soluzioni “ingegneristiche” nate da pressioni evolutive e affinamenti individuali.
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| Ragnatela |
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| Pendolino (Remiz pendulinus) |
L'uccello tessitore mascherato africano (Ploceus velatus) costruisce il proprio nido intrecciando con il becco lunghe fibre vegetali, proprio come se lavorasse all'uncinetto.
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| Tessitore mascherato africano (Ploceus velatus) |
Pattern e algoritmi naturali: la disposizione delle foglie (fillotassi), i motivi delle conchiglie, la ramificazione delle piante sono esempi di regole locali che producono grande varietà morfologica — una sorta di “creatività matematica” della vita.
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| Aloe spirale (Aloe polyphylla) |
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| Broccolo romanesco |
Adattamento comportamentale e cognitivo: cefalopodi e corvidi mostrano capacità di risoluzione di problemi, uso di strumenti e adattamenti innovativi, talvolta trasmessi socialmente.
Questi esempi insegnano una lezione importante: la creatività non è soltanto ispirazione estemporanea, ma spesso il risultato di iterazione, esplorazione, limiti materiali e trasmissione sociale.
Gli esseri umani possiedono capacità cognitive che moltiplicano la creatività osservata in altri animali: simbolizzazione, linguaggio complesso, memoria storica, accumulo culturale e capacità di astrazione. Questo ha permesso la comparsa di:
Grandi opere: architetture, scoperte scientifiche, sistemi sociali complessi che richiedono collaborazione su larga scala e conoscenze accumulate per generazioni.
Micro-meraviglie: oggetti di uso quotidiano o manufatti artistici — come un amigurumi all’uncinetto — che racchiudono competenze tecniche, estetiche e significati simbolici profondi.
La differenza non sta tanto nella qualità intrinseca della creatività, ma nella scala e nella rete sociale che rende possibile la conservazione e la trasformazione delle idee.
L’uncinetto come pratica creativa: manualità, regole e immaginazione
Prendere in mano un uncinetto significa entrare in un sistema creativo che somiglia, in piccolo, ai processi naturali:
Regole locali con risultati emergenti: come nelle strutture vegetali, poche regole di base (punti, aumenti, diminuzioni) possono generare forme complesse.
Materiali e vincoli: il filo, il tipo di punto e la dimensione dell’uncinetto impongono limiti che stimolano l’ingegno: molti gesti creativi nascono proprio dall’adattarsi ai vincoli.
Apprendimento procedurale: l’abilità si costruisce con la pratica, con variazioni sperimentali, con la trasmissione domestica o comunitaria del sapere.
Valore simbolico e cura: un oggetto fatto a mano comunica cura, tempo e una relazione fra creatore, materiale e destinatario — qualità che raramente emergono nelle produzioni industriali.
Nelle foto si vedono un piccolo pulcino giallo e un simpatico M° Yoda (personaggio della saga cinematografica di Star Wars) realizzati all’uncinetto dalle mani esperte di una persona creativa. Questi piccoli pupazzetti creati con l'uncinetto, sono definiti amigurumi e sono un esempio perfetto di come la manualità e il gioco di forme possano trasformare un filo in un “personaggio” che suscita affetto.
Anche questo pulcino è «natura»: nato dalla creatività umana che imita, semplifica e celebra gli organismi viventi. Il M° Yoda ci riporta alla fantasia del cinema con i suoi effetti speciali.
(Chi fosse interessato all'acquisto di questi simpatici oggetti regalo, può chiedere qui sul blog oppure contattarmi su Facebook Danny Natur)
Naturismo e creatività: un rapporto fertile
Per chi pratica il naturismo — inteso come scelta di relazione più diretta, non mediata, con il proprio corpo e l’ambiente — la creatività assume sfumature particolari:
Sensibilità sensoriale: l’esperienza diretta del corpo e degli elementi (aria, luce, acqua) affina i sensi e favorisce l’osservazione: condizioni ottime per generare idee nuove.
Riduzione delle barriere culturali: la cultura naturista spesso valorizza autenticità e semplicità, stimolando forme di espressione artigianale e spontanea (dalla musica collettiva ai lavori manuali).
Tempo e lentezza: pratiche come il lavoro all’uncinetto richiedono tempo e attenzione: condizioni che facilitano il pensiero divergente e la riflessione creativa.
Comunità e scambio: ambienti naturisti spesso includono reti sociali informali dove competenze e storie si trasmettono orizzontalmente — alimento per l’innovazione culturale. In sintesi, la pratica del naturismo può essere vista come un laboratorio permanente per la creatività: recupera un rapporto integrato tra corpo, ambiente e gesto tecnico.
Come coltivare la creatività ispirandosi alla natura
Ecco alcune indicazioni pratiche per chi vuole far fiorire la propria creatività, partendo dalla lezione della natura e valorizzando pratiche artigiane come l’uncinetto:
Osservare prima di agire: dedica tempo a osservare gli organismi e i processi naturali; annota forme, ritmi e soluzioni.
Sperimentare con vincoli: imposta limiti volontari (un solo tipo di punto, un solo colore) per stimolare l’invenzione.
Alternare pratica e passeggiate: alternare lavoro manuale a lunghe passeggiate nella natura aumenta l’incubazione delle idee.
Condividere e insegnare: la creatività si nutre dello scambio; laboratori collettivi e scambi di modelli amplificano la diversità delle soluzioni.
Documentare: fotografa, annota e archivia progetti: la memoria culturale permette progressi cumulativi.
Meraviglia su tutte le scale
Dalle architetture eccezionali agli amigurumi più intimi, la creatività è un continuum che attraversa la vita. Il pulcino giallo all’uncinetto è più che un oggetto carino: è la testimonianza di pratiche cognitive, sensoriali e sociali che hanno radici profonde nella biologia e nella cultura. Coltivare creatività significa riconoscere e agevolare questi processi — nella natura, nei corpi, nelle mani che lavorano e nelle comunità che condividono.
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sabato 6 dicembre 2025
Spiagge naturiste in Calabria
La Calabria è un mosaico di coste selvagge, calette nascoste e acque limpide: un territorio che negli ultimi anni ha cominciato ad aprirsi anche al turismo naturista, tra aree ufficiali, strutture dedicate e punti «tollerati» frequentati da chi cerca più riservatezza. In questo articolo metto insieme informazioni verificate, suggerimenti pratici ed etichetta, utili per chi vuole conoscere o praticare il naturismo in regione in modo rispettoso e informato.
Stato giuridico e quadro generaleIn Italia non esiste ancora una legge nazionale che regolamenti in modo completo la pratica del naturismo: si tratta di un’attività che viene riconosciuta o disciplinata a livello locale (ordinanze, delibere comunali) e dalle federazioni naturiste, che mappano e certificano luoghi e strutture. Prima di scegliere una spiaggia è quindi buona norma informarsi presso le associazioni locali o il sito della Federazione Naturista Italiana.
Le località principali (ufficiali e consolidate)
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| © Regione Calabria - Stignano |
1. Stignano (Locride, RC) — la prima spiaggia autorizzata in Calabria
Nel luglio 2022 il Comune di Stignano ha pubblicato una delibera che individua e autorizza un tratto di arenile (località “Femmina Morta”) come spiaggia disponibile alla pratica naturista: si tratta di un importante passo verso il riconoscimento ufficiale del naturismo in regione e di una spiaggia con cartellonistica e gestione concordata con associazioni naturiste. Per chi cerca un’area «ufficiale», Stignano è oggi il riferimento calabrese più significativo. Ricordarsi di portare ombrellone e acqua.![]() |
| Spiaggia di Stignano |
A Isola di Capo Rizzuto esiste da decenni il campeggio/villaggio naturista Pizzo Greco, con accesso a una spiaggia riservata agli ospiti: non è soltanto una caletta isolata, ma una struttura organizzata che offre servizi (spiaggia privata, ristorazione, convenzioni) e rappresenta una delle realtà storiche del naturismo in Calabria. È una soluzione comoda per chi cerca l’esperienza naturista in un contesto strutturato.
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| Pizzo Greco spiaggia |
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| Pizzo Greco spiaggia |
3. Grotticelle / Formicoli / Santa Domenica (Capo Vaticano — Tropea)
Sulla Costa degli Dei, nelle calette tra Tropea e Capo Vaticano (Grotticelle, Formicoli, Santa Domenica) ci sono tratti molto riparati e insenature che, pur non essendo formalmente dichiarati «ufficiali» per il naturismo, sono da tempo frequentati da naturisti.
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| Spiaggia di Grotticelle, Ricadi - © Regione Calabria |
Si tratta in genere di zone raggiungibili con sentieri o imbarcazioni, con paesaggi spettacolari ma anche con meno servizi; per questo motivo sono amate da chi cerca riservatezza.
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| Spiaggia di Santa Domenica |
Altre spiagge o calette (Palmi, Calabaia fra Sangineto e Belvedere Marittimo, Marina di Sibari in alcuni tratti) compaiono con frequenza nelle guide locali come «aree tollerate» o punti dove i naturisti si ritrovano, ma è sempre bene verificare la situazione aggiornata sul territorio o tramite le associazioni naturiste locali prima di recarsi.
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| © Palmi - Regione Calabria |
Consigli pratici e come arrivare
Verificare prima: per le aree ufficiali (es. Stignano) controlla la delibera comunale o il comunicato dell’associazione che ha seguito il progetto; per le spiagge private (es. Pizzo Greco) informati sulle modalità di accesso e su eventuali costi.
Accessibilità: molte calette naturiste sono raggiungibili solo a piedi con brevi escursioni o via mare. Scarpe adeguate, borraccia e una piccola scorta di viveri possono fare la differenza.
Servizi: spiagge ufficiali o strutture naturiste offrono più servizi; le calette «tollerate» spesso non hanno niente se non la natura, organizzati di conseguenza.
Etichetta e buone pratiche (codice di comportamento)
Il naturismo è prima di tutto rispetto: delle persone, dell’ambiente e della legge locale. Alcune regole pratiche condivise dalle associazioni e dalla comunità naturista:
Non fare foto senza consenso (rispetto della privacy).
Non fissare e non molestare: il naturismo non è un contesto erotico; comportamenti inappropriati non sono tollerati.
Rispettare eventuali segnalazioni: cartellonistica o aree delimitate indicano dove è permesso praticare naturismo.
Non lasciare rifiuti; rispettare flora e fauna: molte calette sono ambienti fragili.
Se sei con bambini: attenzione e responsabilità in più, come in qualsiasi luogo pubblico.
Per chi vuole approfondire il quadro normativo e il decalogo di comportamento, i siti delle federazioni naturiste e delle associazioni locali pubblicano materiale utile e aggiornato.
Sicurezza e rispetto dell’ambiente
Evita di calpestare la macchia mediterranea; molte scogliere e sentieri sono erosivi.
Proteggi la pelle: esposizione prolungata senza costume non esime dall’uso della crema solare e ricordati di bere molta acqua.
Se trovi colonie di posidonia spiaggiate, non rimuoverle: rappresentano un segno di mare sano e contribuiscono alla stabilità della costa.
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| Resti di Posidonia sulla spiaggia |
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| Piante di Posidonia |
Se vuoi un’esperienza «certificata» e con servizi scegli una struttura come il campeggio/villaggio naturista di Pizzo Greco o informati sulla spiaggia di Stignano, che è stata riconosciuta dal Comune; se preferisci calette selvagge e informali, le insenature tra Tropea e Capo Vaticano offrono scenari spettacolari ma richiedono autonomia e attenzione. In ogni caso, informati prima — le associazioni naturiste locali e la Federazione (FENAIT) sono ottime fonti per mappe aggiornate, tessere socio e codici di comportamento.
La Calabria offre un ventaglio sorprendentemente ricco per chi pratica il naturismo: dalla spiaggia ufficiale di Stignano alle calette selvagge della Costa degli Dei, fino alla struttura storica di Pizzo Greco.
È una regione dove il contatto con la natura è ancora autentico, e dove la pratica naturista trova un equilibrio armonioso tra libertà e rispetto dell’ambiente.
giovedì 17 luglio 2025
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sabato 5 ottobre 2024
La mia webcam live
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Nudismo: perché? In una società ormai assuefatta ai vestiti e alla moda, questa domanda è più che lecita. Gli abiti, nella maggior parte ...




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